martedì 24 gennaio 2012

DISTURBO MASCHILE DELL'EREZIONE


Per Disturbo Maschile dell’Erezione si intende una persistente, o ricorrente l'impossibilità di raggiungere, o mantenere, un erezione adeguata fino al completamento dell'attività sessuale (DSM-IV-Tr, 2001). Tale difficoltà deve causare una notevole compromissione dei rapporti interpersonali.
In uno studio condotto negli USA su un campione rappresentativo di età compresa tra i 19 e i 59 anni si è riscontrato che il 10,4% degli uomini aveva avuto difficoltà ad avere, o mantenere, l'elezione l'ultimo anno (Laumann e coll., 1994).
Diverse sono le cause psicologiche all'origine disturbo (Kaplan, 1974; Petruccelli, 1996):
  • timore dell'insuccesso, a seguito di precedenti perdita dell'erezione, che sono state drammatizzate;
  • timore di essere abbandonato a causa di una prestazione sufficiente;
  • difficoltà ad abbandonarsi alle proprie sensazioni fisiche; causata da diversi condizionamenti;
  • scarso o eccessivo coinvolgimento;
  • stress generale.


Zilbergeld (1978) ha rintracciato altre convinzioni e influenzano il rapporto sessuale e sui quali è importante intervenire:
  • nella sesso è importante la prestazione
  • per le donne è più importante la prestazione rispetto alla dimostrazione di affetto;
  • l'uomo deve gestire il rapporto sessuale;
  • l'uomo deve essere sempre disponibile sessualmente.


In generale, i tre fattori che influenzano negativamente usato sessuale sono: ansia, distrazione dalle proprie sensazioni fisiche, errata focalizzazione sul compito.
La TCC base suo intervento, in ambito sociologico su procedure di de condizionamento all'ansia e esercizi graduali "in vivo". Oltre all'intervento di natura prettamente comportamentale, la TCC si prefigge come obiettivo quello di indagare sia le idee disfunzionali che attivano i processi dell'ansia, sia le credenze relative alla sfera sessuale.
Un intervento cognitivo ha come scopo ristrutturare tutti i pensieri ansiogeni e aiutare individua vivere maniera più libera la propria sessualità. Solitamente, l'intervento coinvolge anche la partner al fine di agevolare una maggiore comunicazione sessuale.
Hawton e coll. (1992) hanno dimostrato che con la sua terapia si ha un successo nel 70% dei pazienti. Si è anche riscontrato che solo il 56% di essi mantiene i risultati acquisiti a distanza di tre mesi. Al fine di aumentare la stabilità dei risultati McCarthy (1993) ha proposto un training di prevenzione delle ricadute.

DSM-IV-Tr Manuale diagnostico-statistico dei disturbi mentali. Milano: Masson, 1995.
Hawton, K., Catalan, J., Faff, J. (1992). Sex therapy for erectile dysfunction: Characteristics of couplet, treatment out come, and prognostic factors. Archives of Sexual Behavior, 21, 161-175.
Kaplan, H: S. (1974). The new sex therapy. New York:Brunner/Mazel. Trad. it.: Nuove terapie sessuali. Milano: Bompiani, 1974.
Laumann, E. O., Gagnon, J., Michael, R. T., Michaels, S. (1994). The social organizzation of sexuality: Sexual practices in the United States. Chicago, IL: University of Chicago Press.
McCarthy, B. (1993). Relapse prevention strategies and techniques in sex therapy. Journal of Sex and Marital Therapy, 19, 142-147.
Petruccelli, F. (1996). Le disfunzioni erettili: aspetti psicologici. In C. Simonelli (a cura di), Diagnosi e trattamento delle disfunzioni sessuali (pp. 74-108). Milano: Franco Angeli.
Zilbergeld, B (1978). Male Sexuality: A Guide tu Sexual Fullfillment. New York: Bantam Books.

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