
Il modello di riferimento della ricerca è stato proposto da Beck; egli ha teorizzato che i pazienti schizofrenici hanno uno "schema di fallimento" e si arrendono presto dopo la comunicazione della diagnosi, credendo che non saranno più in grado di raggiungere nessun obiettivo e migliorare. I pazienti possono pensare "non avrò mai amici", "non riuscirò a farlo", "io sono un pericolo". Essi tendono a pensare che il deterioramento sia inarrestabile, che le relazioni interpersonali siano impossibili e immaginano delle crisi catastrofiche. In generale, i pazienti credono che la loro mente sia irreparabilmente rotta.
Interventi mirati alla diminuzione degli atteggiamenti evitanti e una pianificazione delle attività possono aiutare i pazienti a mettere in atto comportamenti che riducono notevolmente l'ansia.
A conclusione dello studio, Beck e colleghi hanno evidenziato che " la terapia cognitiva può essere utile nel promuovere un miglioramento clinicamente significativo nella motivazione, nel funzionamento sociale, e sui sintomi positivi nei pazienti a basso funzionamento con un significativo impoverimento cognitivo.
Grant, P., Huh, G. A., Perivoliotis, D., Stolar, N. M., Beck A. T.. (2012). Randomized Trial to Evaluate the Efficacy of Cognitive Therapy for Low-Functioning Patients With Schizofrenia. Archives of General Psychiatry. 69, 120-120.
Turkington, D., Morrison, A. P. (2012). Cognitive Therapy for Negative Symptoms of Schizofrenia. Archives of General Psychiatry. 69, 120-120.
Grant, P., Huh, G. A., Perivoliotis, D., Stolar, N. M., Beck A. T.. (2012). Randomized Trial to Evaluate the Efficacy of Cognitive Therapy for Low-Functioning Patients With Schizofrenia. Archives of General Psychiatry. 69, 120-120.
Turkington, D., Morrison, A. P. (2012). Cognitive Therapy for Negative Symptoms of Schizofrenia. Archives of General Psychiatry. 69, 120-120.
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